Nello svolgimento del lavoro di educatore, pedagogista, formatore e insegnate di teatro ci si può trovare svariate volte in situazioni bizzarre, che hanno a che fare più con la gestione di un gruppo di persone che lavora insieme che con la trattazione e lo svolgimento del lavoro in sé. Competenze tecniche e conoscenze teoriche in ambito psicopedagogico e teatrale risultano spesso insufficienti nell'affrontare quei determinati momenti. Nasce a volte l'esigenza del professionista di potersi avvalere di strumenti, e capacità comunicative e di relazione, più specifici e nel Counseling si può trovare una valida e concreta risposta formativa. Il Counselor riconosce tempestivamente, e può così gestire con maggior agilità, situazioni critiche o di disagio legate a dinamiche relazionali che molto facilmente scaturiscono da un lavoro di gruppo nell'ambito della pedagogia teatrale. Inoltre può fornire sostegno e supporto individuale aggiuntivo alla persona che nel gruppo dovesse eventualmente riscontrare determinate e specifiche difficoltà. Naturalmente l'ambito formativo attorale e quello della relazione di aiuto vanno debitamente e opportunamente tenuti separati.
"Il termine formazione ha assunto molteplici significati, originariamente designa l'immagine integrale di un essere giunto alla sua perfezione e alla sua maturità secondo la specie di appartenenza. Il vocabolo si applica anche a ciò che dice esemplarità e può servire da modello di imitazione. Nell'ambito del discorso pedagogico ciò viene ripensato nella prospettiva dello sviluppo umano, di una meta ideale da perseguire, di una norma cui rapportarsi al processo evolutivo. In questo senso i termini paideia, humanitas ed il tedesco Bildung equivalgono a formazione, educazione, cultura. Con il Romanticismo e con l'Idealismo formare designa un processo dove educazione ed istruzione si compongono in modo armonico. Oggi il termine è impiagato nella direzione più tecnica delle attività e dei processi messi in opera per abilitare a svolgere ruoli o funzioni sociali, come nelle espressioni formazione professionale, formazione continua, formazione primaria, con un riferimento alle potenzialità del soggetto. In questa accezione il concetto di formazione ha un corrispettivo con quello di competenza."
C. Scurati, I. Fiorin, Dai programmi alla scuola. Principi pedagogici e metodologici dell'azione didattica, Brescia, Editrice La Scuola, 1997, pp. 13, 14
La formazione è tutto questo e molto altro ancora. Essa è inoltre uno dei due processi di cui si avvale l'educazione, unitamente all'istruzione: la formazione aiuta a saper padroneggiare le conoscenze acquisite; la formazione appartiene al campo del saper agire / mettere in atto il dato teorico appreso; la formazione è pedagogica laddove pone l'individuo al centro del proprio processo di autoapprendimento. La sua applicabilità si prospetta ad ampissimo raggio, ma in questo particolare contesto l'ambito di interesse è quello teatrale. Anche il teatro è pedagogico perché mette al suo centro la persona che attua un determinato e riconoscibile processo su di sé attraverso il training e altre varie tecniche attorali. Il teatro è azione, la formazione è saper agire la propria conoscenza: la fusione dei due concetti dà vita alla pedagogia teatrale. Coniugando il termine formazione a quello di teatro ci si ritrova nel concetto applicabile di apprendimento agito. Si ripensa così ai limiti, alle risorse individuali e alle argomentazioni sociali e culturali in una ottica esperienzale agita che si fa stimolo per una nuova presa di coscienza. Si da valore assoluto alla persona e alla sua diretta esperienza per favorire una maggiore consapevolezza di sé attraverso la ricerca e la sperimentazione del linguaggio verbale e non verbale, spaziale e sensoriale. Teatro e formazione disegnano le volubili estremità di un processo di apprendimento, di crescita personale e del proprio ambiente.